QUELLI CHE HANNO TIMORE DEL SIGNORE

Malachia 3:16-18

Scritto da Aceto Giacomo.

13/7/2024

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“Allora quelli che hanno timore del SIGNORE si sono parlati l'un l'altro; il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il Signore e rispettano il suo nome. «Essi saranno, nel giorno che io preparo, saranno la mia proprietà particolare», dice il SIGNORE degli eserciti; «io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve. Voi vedrete di nuovo la differenza che c'è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve”.

Se nei capitoli precedenti si fa risaltare i discorsi di coloro che non temono il Signore, in questi pochi versetti vengono fatti risaltare coloro che invece lo temono, senza però mettere l’accento su cosa essi si dicono, ma evidenziando solamente ciò che il Signore pensa di costoro e cosa ha riservato per loro.

1) L’attenzione di Dio per i giusti
Al v. sedici abbiamo letto, come risposta a coloro che mettevano in dubbio l’amore, l’onore e la santità del Signore, che coloro che temono il Signore “…. si sono parlati l'un l'altro”, e già questo dovrebbe darci un grande insegnamento, infatti quanto è importante che i figli di Dio stiano insieme, che si parlino, che condividano le loro esperienze spirituali, i momenti di gioia, la sapienza che Dio ha dato tramite lo S. Santo, in Ebrei 10:25 troviamo scritto: “non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno”. È da mettere in risalto ciò che Dio fa’ in questa circostanza, infatti abbiamo letto sempre al v. sedici: “il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato”. Se il Signore è attento a ciò che dicono gli empi (v. 13-15), tanto più la scrittura ci fa comprendere quanto il nostro Dio è attento a ciò che i giusti dicono tra di loro. Come abbiamo prima accennato, non ci viene riferito gli argomenti di discussione, ma possiamo certamente ipotizzare che parlassero della grandezza di Dio, del suo grande amore, della sua grande benignità e del come fare al meglio la sua meravigliosa volontà, non trascurando il reciproco sprone; tutto ciò suscita l’attenzione del nostro Signore, infatti abbiamo letto “… il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato”, come a dire che non si è perso neanche una sillaba di ciò che i giusti si dicono tra di loro ed ha apprezzato.
Salmi 94:9 “Colui che ha fatto l'orecchio forse non ode? Colui che ha formato l'occhio forse non vede?”
2Re 6:11-12 “Questa cosa turbò molto il cuore del re di Siria, che chiamò i suoi servitori, e disse loro: «Fatemi sapere chi dei nostri è per il re d'Israele». Uno dei suoi servitori rispose: «Nessuno, o re, mio signore! ma Eliseo, il profeta che sta in Israele, fa sapere al re d'Israele persino le parole che tu dici nella camera dove dormi»”.

2) Un libro in memoria dei giusti
Sempre al verso sedici troviamo scritto che in conseguenza di ciò che abbiamo puntualizzato prima, Dio ha fatto scrivere un libro: “un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il Signore e rispettano il suo nome”. È importante puntualizzare come prima cosa quando dice che questo libro viene scritto davanti a Lui, in sua presenza, come a dire che ha vegliato su ogni parola che veniva scritta su quel libro affinché non fosse dimenticato nessun particolare, Dio non vuole che nulla sia dimenticato di ciò che i suoi figlioli fanno e dicono di buono. Inoltre, è importante fare risaltare la finalità di questo libro, infatti aggiunge “per conservare il ricordo di quelli che temono il Signore”. Il mondo dimentica i suoi eroi, l’uomo è dimentichevole ma Dio no! Ogni uomo, ogni donna che ama il Signore e fa la sua volontà temendolo, egli trascrive il suo nome in questo libro affinché il suo nome sia rispettato. Marco 14:6-9 “Ma Gesù disse: «Lasciatela stare! Perché le date noia? Ha fatto un'azione buona verso di me. Poiché i poveri li avete sempre con voi; quando volete, potete far loro del bene; ma me non mi avete per sempre. Lei ha fatto ciò che poteva; ha anticipato l'unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei»”.
Apocalisse 20:12-15/“E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l'Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco”.

3) Il futuro dei giusti
Dio ha un piano per questi giusti, essi saranno, nel giorno che Dio ha preparato, la sua proprietà particolare, affinché tutti possano costatare e vedere come Dio vede le cose: “vedrete di nuovo la differenza che c'è fra il giusto e l'empio ….” Infatti ecco cosa Dio pensa del popolo suo:1Pietro 2:9 “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia”.
Quando Dio dice “saranno la mia proprietà particolare” ha proprio in mente ciò che afferma in 1Pietro 2:9 “una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato”.
Noi siamo quella proprietà che Dio si è scelta:Giovanni 15:16 “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia”.
Noi siamo quella proprietà che gli è costata: Isaia 53:11 “Dopo il tormento dell'anima sua vedrà la luce, e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità”.
Noi siamo quella proprietà particolare per cui sta lavorando, infatti al v. 2 del cap. 4 leggiamo cosa il Signore ha preparato per questo popolo di giusti:
a) spunterà il sole della giustizia,
b) la guarigione sarà nelle sue ali;
c) voi uscirete e salterete, come vitelli fatti uscire dalla stalla.
In atti cap. 3 vi è descritta la guarigione dello zoppo della porta bella e già da subito vediamo realizzate queste promesse che sono state scritte.

CONCLUSIONE
Quanto abbiamo detto deve riempirci di gioia in quanto noi siamo il suo popolo, la sua proprietà particolare su cui la sua attenzione è rivolta, Dio sta lavorando alacremente per noi, per darci un futuro glorioso, continuiamo ad avere fiducia in Lui, perché Lui non ci lascia e non ci abbandona, ma ci ama e ci corregge per il nostro bene.

A Dio sia la gloria

GIACOMO ACETO