10

 

Alessandro figliuolo di Antioco Illustre avendo occupata Tolemaide, Demetrio cerca di far alleanza con Gionata, facendogli per due volte grandissime offerte: ma egli preferisce l'amicizia offertagli da Alessandro, il quale, vinto, e ucciso Demetrio, prende in moglie Cleopatra figlia di Tolomeo re di Egitto, e onora grandemente Gionata. Questi vince Apollonio capitano di Demetrio Giuniore, incendia Azoto, e il tempio di Dagon, ed è nuovamente onorato da Alessandro, il quale gli dà Accaron, e la fibbia di oro.

L'anno cento sessanta Alessandro figliuolo di Antioco soprannominato l'illustre andò ad occupar Tolemaide, e vi fù accolto, e ivi cominciò a regnare. La qual cosa avendo udito il re Demetrio raunò un grande esercito, e si avanzò per venir con lui a battaglia. E Demetrio scrisse a Gionata con espressioni di affetto, e dandogli molte lodi. Perocchè egli diceva: Facciasi tosto pace con lui prima, che egli la faccia con Alessandro in nostro danno: Perocchè egli si ricorderà del male, che abbiam fallo a lui e al suo fratello e alla sua nazione. E gli dava autorità di metter insieme un esercito, e di fabbricare armi, e lo faceva suo confederato, e comandava, che gli fosser rimessi gli ostaggi, che erano nella cittadella. E Gionata andò a Gerusalemme, e lesse la lettera alla presenza di tutto il popolo e di quelli che eran nella cittadella. E questi si intimorirono grandemente in sentendo, come il re gli dava potestà di metter insieme un esercito. E furon rimessi gli ostaggi a Gionata, ed ei li rendette ai lor genitori: 10 E Gionata fissò la sua abitazione in Gerusalemme, e cominciò a rifabbricare e ristorar la città: 11 E disse a quelli, che soprintendevano ai lavori, che facessero una muraglia di pietra quadra attorno al monte di Sion per fortificarlo; e così fecero. 12 Ma gli stranieri, che stavano nelle fortezze fabbricate da Bacchide si fuggirono: 13 E abbandonati i loro posti se n'andò ciascheduno al suo paese: 14 Solamente in Bethsura rimasero alcuni di quelli che aveano abbandonata la legge e i precetti di Dio; essendo colà il loro rifugio. 15 Ma il re Alessandro avendo sapute le promesse fatte a Gionata da Demetrio, ed essendogli state raccontate le battaglie e le azioni gloriose di lui e de' suoi fratelli, e in quanti travagli si erano trovati, 16 Disse: Si può egli trovare uomo simile a questo? Or noi facciamcelo amico e confederato. 17 E scrisse, e mandò a lui una lettera di questo tenore: 18 Il re Alessandro al fratello Gionata, salute. 19 Abbiamo saputo, che tu se' un uomo di valore, e degno della nostra amicizia. 20 Ora noi li facciamo oggi sommo Sacerdote di tua nazione, e vogliamo, che tu abbi il titolo di Amico del re, e sii unito di interessi con noi, e serbi a noi amicizia. E mandogli la veste di porpora e la corona di oro. 21 E Gionata si vestì della stola santa l'anno cento sessanta il settimo mese nel di solenne de' Tabernacoli, e raunò l'esercito, e fece fabbricare gran quantità di armi. 22 Delle quali cose informato Demetrio se ne afflisse moltissimo, e disse: 23 Che abbiam noi fatto? Alessandro ci ha prevenuti in acquistarsi l'amicizia dei Giudei per fortificarsi. 24 Scriverò io pure ad essi, pregandoli, e offerendo loro dignità e doni, affinché sieno in mio aiuto. 25 E scrisse loro in questi termini: Il re Demetrio alla nazione de' Giudei, salute: 26 Abbiam sentito come voi avete mantenuta l'alleanza, e siete stati costanti nella nostra amicizia, e non vi siete collegati coi nostri nemici, e ne abbiamo avuto piacere. 27 Perseverate adunque in serbare la fede a noi, e vi renderemo mercede di quel che avete fatto in pro nostro. 28 E vi condoneremo molte gravezze, e vi concederemo delle grazie. 29 E fin d'adesso io assolvo voi e tutti Giudei da' tributi, e vi rimetto il prezzo del sale, le corone e la terza parte del seme: 30 E la metà de' frutti delle piante, che mi appartiene, la rilascio a voi da questo di in poi, onde non si esiga più dalla terra di Giuda, né dalle tre città unite ad essa nella Samaria e nella Galilea da questi oggi per tutto il tempo avvenire: 31 E Gerusalemme sia santa e libera col suo territorio, e sue sieno le decime e i tributi. 32 Rimetto eziandio nelle vostre mani la cittadella, che è in Gerusalemme, e la consegno al sommo Sacerdote, affinché deputi chi a lui piacerà a custodirla. 33 E a tutti i Giudei menati schiavi dalla terra di Giuda in qualunque parte del mio regno si trovino, rendo gratuitamente la libertà, esentandogli tutti da' tributi anche dei loro bestiami. 34 E tutti i giorni solenni e i sabati e i noviluni e le feste comandate e i tre giorni prima di un dì solenne e i tre dì seguenti sieno giorni di immunità e di libertà per tutti i Giudei, che sono nel mio regno. 35 E nissuno potrà agire contro di essi, o chiamargli in giudizio per qualsisia ragione; 36 E sieno arrolati nell'esercito del re fino a trenta mila Giudei, e saranno trattati, come lo sono le milizie del re, e da essi se ne sceglierà un numero, che staranno nelle fortezze del gran re: 37 E tra questi si prenderanno delle persone, alle quali affidare i negozii del regno, che esigono gran fedeltà. E i loro capi sieno della loro nazione, e osservino le loro leggi, come il re ha ordinato pel paese di Giuda. 38 E le tre città della provincia di Samaria incorporate nella Giudea, sieno riputate della Giudea, onde abbiano un solo capo, e da altri non dipendano fuori che dal sommo Sacerdote. 39 Tolemaide col suo territorio io l'ho donata al santuario, che è in Gerusalemme, per lo mantenimento del santuario. 40 E fo dono di quindici mila sicli d'argento per ciaschedun anno sopra i diritti reali, che a me spettano: 41 E tutto quello, che è restato indietro, e non è stato pagato da' (miei) amministratori negli anni passati, si dia da qui in poi per le riparazioni della casa (del Signore). 42 E oltre a ciò i cinque mila sicli d'argento, che quelli riscotevano ogni anno per conto del santuario, anche questi spettino ai sacerdoti, che esercitano le funzioni del ministero. 43 E tutti quelli che si rifugiano nel tempio, che è in Gerusalemme e nelle sue adiacenze, e son debitori del re per qualsivoglia titolo, sieno sicuri, e godano liberamente di tutti i beni, che hanno nel mio regno. 44 E per le fabbriche, o risarcimenti del santuario le spese si faranno a conto del re: 45 E per ristorare, e fortificare all'intorno le mura di Gerusalemme, e per le mura da alzarsi nella Giudea le spese anderanno a conto del re. 46 Or quando Gionata, e il popolo ebbero udite queste cose, non se ne fidarono, e non le accettarono; perocchè si ricordavano dei mali grandi, che egli avea fatti ad Israele, e come gli avea straziati malamente. 47 E si determinarono di favorire Alessandro, perché egli era stato il primo a cercar da loro la pace, e gli dettero aiuto costantemente. 48 Or il re Alessandro messe insieme un grand'esercito, e mosse il campo contro Demetrio. 49 E i due re vennero a battaglia, e l'esercito di Demetrio fu messo in fuga; e Alessandro gli insegui, e diede loro addosso. 50 E rincrudì la zuffa grandemente fino al tramontare del sole, e Demetrio vi fu morto. 51 E il re Alessandro mandò ambasciatori a Tolomeo re di Egitto, perché gli dicessero a suo nome: 52 Io son rientrato nel mio regno, e seguo sul treno dei padri miei, ed ho ricuperati gli stati miei, ed ho vinto Demetrio, e ho ridotto a mia obbedienza i miei dominii, 53 E son venuto a battaglia con lui, ed egli è restato sconfitto da noi con tutto il suo esercito, e noi siamo assisi sul trono del regno occupato da lui. 54 Ora pertanto facciamo amicizia tra noi, e dammi per moglie la tua figliuola, e io sarò tuo genero, e farò a te e a lei doni degni di te. 55 E il re Tolomeo rispose, e disse: Felice quel giorno, in cui tu se' tornato nel paese de' padri tuoi, e ti se' assiso sul trono del loro regno. 56 Or io farò teco quello che tu hai scritto: ma vienimi incontro fino a Tolemaida, affinché ci vediamo insieme, e io ti dia la sposa, come tu mi hai richiesto. 57 E Tolomeo si parti dall'Egitto con Cleopatra sua figliuola l'anno cento sessantadue, e andò a Tolemaida. 58 E il re Alessandro gli andò incontro, e quegli diede a lui Cleopatra sua figliuola, e furon fatte le nozze in Tolemaida, alla reale con gran magnificenza. 59 E il re Alessandro scrisse a Gionata, che andasse a trovarlo. 60 Ed egli andò con pompa a Tolemaida, e visitò i due re, e diede loro quantità di oro e di argento e doni, ed essi lo accolsero con gran favore. 61 Ma alcuni uomini pestilenziali, uomini iniqui d'Israele si unirono per portar querele contro di lui; ma il re non gli ascoltò. 62 E ordinò che Gionata si spogliasse delle sue vesti, e fosse rivestito di porpora, e così fu fatto; e il re lo fece sedere accanto a sé. 63 E disse ai suoi grandi: Andate con lui nel mezzo della città, e fate bandire, che nissuno porti querela contro di lui per nissun titolo, né lo inquieti per qualunque cosa si sia. 64 Or quando gli accusatori ebber veduto com'egli era onorato, e quello che si era bandito, e com' egli era vestito di porpora, se ne fuggiron tutti: 65 E il re gli fece grandi onori, e lo messe tra' suoi amici primarj, e lo fece capitano di eserciti, e lo mise a parte del principato. 66 E Gionata se ne tornò in pace e allegramente a Gerusalemme. 67 L'anno cento sessantacinque Demetrio figliuolo di Demetrio venne di Candia nel paese de' padri suoi. 68 E udito ciò il re Alessandro n'ebbe gran pena, e tornò ad Antiochia. 69 E il re Demetrio fece suo capitano Apollonio, il quale governava la Celesiria: ed egli, messo insieme un grand'esercito, si accostò a Jamnia, e mandò a dire a Gionata sommo Sacerdote: 70 Tu se' il solo, che ci fai resistenza, e io son messo in derisione e schernito, perché tu ti fai forte contro di noi sulle montagne. 71 Ora pertanto se tu hai fidanza nelle tue schiere scendi a noi alla pianura, e misuriamoci insieme; perocchè il valor militare è con me. 72 Domanda, e ti sarà detto chi io mi sia, e chi sien quelli che sono in mio aiuta, i quali dicono, che voi non potete reggervi in piedi in faccia a noi; perocchè due volte furon messi in rotta i padri tuoi nel loro paese. 73 E adesso come potrei far testa alla cavalleria e ad un esercito così grande in una pianura, dove non e pietra, né masso, nè luogo dove fuggire? 74 Gionata udite le parole di Apollonio ne restò punto; e scelti diecimila uomini parti da Gerusalemme, e andogli incontro Simone suo fratello a soccorrerlo: 75 E posero il campo presso Joppe, e quelli della città gli chiuser le porte (perocchè Joppe avea il presidio di Apollonio), ed egli l'assedio. 76 Ma intimoriti quelli che si trovavano nella città apersero a lui le porte, e Gionata occupò Joppe. 77 E inteso ciò Apollonio si avvicinò con tre mila cavalli e con gran moltitudine di fonti. 78 E si mosse come per andare verso Azoto, e subito si gettò alla pianura, perché avea un buon corpo di cavalleria, e in essa avea fidanza. E Gionata gli tenne dietro verso Azoto, e attaccaron la mischia. 79 Or Apollonio avea lasciati nascosti nel campo mille cavalli dietro ai nemici. 80 E Gionata fu avvertito, che gli erano state tese insidie alle spalle; e i nemici circondarono la sua gente, e gettavan dardi sopra di essa dalla mattina sino alla sera. 81 E quegli stavan termi secondo il comando di Gionata; e i cavalli di coloro si stancarono. 82 Allora Simone spinse avanti il suo esercito, e diede addosso all'infanteria (perocchè la cavalleria era spossata), e la ruppe e la mise in fuga. 83 E quelli che eran dispersi per la pianura, fuggirono ad Azoto, ed entrarono nella casa di Dagon loro idolo per salvarvisi. 84 Ma Gionata messe il fuoco ad Azoto, e nelle città circonvicine dopo averle saccheggiate, e bruciò il tempio di Dagon e tutti quelli che vi si eran rifugiati. 85 E tra morti di spada e bruciati furono circa otto mila. 86 E Gionata parti di colà, e si avvicinò ad Ascalon, e quelli della città gli andarono incontro facendogli grandi onori. 87 E tornò Gionata a Gerusalemme con la sua gente ricco di spoglie. 88 Or tali cose avendo udite il re Alessandro, volle onorare viepiù Gionata. 89 E mandogli la fibbia d'oro solita a darsi ai parenti de' re: e gli diede il dominio di Accaron e del suo territorio.